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Le Minoranze dal Mashreq al Maghreb.

31-05-2016

Dott. Christel El-Ashkar - Tayyar Intishar

L’escalation delle forze takfiristi di Daash, della Fronte Al-Nasra, di vittoria al-Qaeda e altri nei paesi del Levante, e la sua diffusione in diverse aree arabe costituisce uno spauracchio per i popoli della regione araba, in particolare per le minoranze, le quali maggioranza appartiene alla comunità cristiana e sciita, e tali minoranze sono esposte a degli abusi fisici, di morte e di distruzione, oltre alla demolizione delle chiese, delle moschee sunnite e sciite. Nonostante i tentativi locali e regionali rappresentati dalle forze takfiristi, e i tentativi internazionali rappresentati da alcuni paesi occidentali, che cercano di rompere la regione araba, con l'aiuto di Israele come un sostenitore fondamentale per loro. Ci troviamo di fronte a una durevole realtà, che non sparirà, che è impossibile schiacciarla; La storia ha confermato il fallimento di questi tentativi. Perciò bisogna integrale le minoranze con la maggioranza religiosa nella regione Araba. Perché le minoranze cristiane, sciite, druse, alawiti, armeni e curdi nei paesi del Levante, sono nobili nella loro storia, nella loro cultura, nella loro presenza, nella loro forza numerica e nel loro peso politico, sociale ed economico.

Per quanto riguarda i paesi del Maghreb, le richieste barbarie non hanno superato l’orientamento culturale e linguistico. Perciò bisogna introdurre la lingua tamazight (quella dei Berberi) sempre di più attraverso i media, le università, le scuole e le amministrazioni pubbliche, poiché i berberi sono considerati la base di questa società, quindi, renderla uguale alla lingua araba, e fare una coesione di fronte a chi cerca di chiudere gli occhi davanti a questo fenomeno, evitando qualsiasi nuova crisi barbarie e la realizzazione delle loro richieste. Queste minoranze sono diventate uguale alle maggioranze con la loro importanza e il loro peso sociale, economico, culturale in tutte le regioni del Maghreb.

La situazione non è diversa per il resto della regione del Maghreb per quanto riguarda i paesi ad affrontare il fenomeno dell’espansione, perché si è diffusa un’aria di paura, di divieto per controllare l'estensione di questo fenomeno e la sua ampia diffusione. Dopo la crescita del fenomeno cosiddetto "primavera araba" gli sciiti hanno deciso di passare dal segreto a stabilire pubblicamente delle associazioni e delle moschee.

Per quanto riguarda i cristiani, stanno praticando i loro riti di nascosto dentro le loro case per paura di essere perseguitati dalle autorità, o condannarli con l'accusa di scuotere la dottrina dei musulmani nel capitolo 220 del codice penale, la Bibbia, i libri, e le pubblicazioni missionarie cristiane sono vietate nei paesi arabi del Maghreb, ed è vietato ai missionari stranieri esercitare le loro attività di proselitismo e le chiese straniere situate ad esempio, nel Regno del Marocco, evitano di ricevere i marocchini, di battezzarli o dare loro la Bibbia.

In conclusione, ci troviamo di fronte a una realtà prodotta da condizioni sociali, politiche, militari, economiche, la realtà delle minoranze nelle sue manifestazioni concettuali, storiche e culturali in una regione che si estende geograficamente da Est verso la regione del Maghreb, sulla base dei fatti storici mostrando le stazioni più importanti vissute da quelle minoranze.


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